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Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia
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<p>Dal <strong>1 maggio</strong> al <strong>3 ottobre</strong> riapre le porte a <a href="https://www.umbriatourism.it/it/perugia" target="_blank"><strong>Perugia</strong></a> la mostra che rende omaggio al grande maestro del Rinascimento, a 500 anni dalla sua scomparsa.</p> <p>Organizzata dalla<strong> Fondazione CariPerugia Arte</strong> e dall’<strong>Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”,</strong>&nbsp;la mostra <em><strong>Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia</strong></em> allestita nelle sale di <strong>Palazzo Baldeschi al Corso </strong>torna ad essere accessibile al pubblico dal <strong>primo maggio</strong> fino al <strong>3 ottobre 2021</strong> permettendo a quanti non ne hanno avuto ancora l’occasione di visitare un percorso che riunisce in modo armonico, tra <strong>reale </strong>e <strong>virtuale</strong>, magnifici effetti scenici con una ricchissima sezione documentale per rappresentare l’esperienza umbra dell’artista.</p> <p><strong>Il percorso espositivo si sviluppa in due parti</strong>. La <strong>prima </strong>è dedicata al <strong>periodo umbro di Raffaello</strong>, grazie a una importante <strong>sezione multimediale</strong> con straordinarie <strong>videoproiezioni immersive </strong>e all’esposizione di alcune opere dei maestri di Raffaello. L’altra, prettamente espositiva, è dedicata all’<strong>eredità lasciata dall’artista</strong> soprattutto in ambito accademico.</p> <p>Raffaello nel capoluogo umbro ha trascorso più o meno <strong>sei anni della sua vita</strong>, dal 1500 al 1505 circa. <strong>Perugia </strong>e <a href="https://www.umbriatourism.it/it/citta-di-castello" target="_blank"><strong>Città di Castello</strong></a> rappresentano i luoghi dell’Umbria dove ha mosso i primi passi e svolto una parte significativa della sua formazione artistica, iniziata quando il padre Giovanni Santi chiese a <a href="https://www.umbriatourism.it/it/web/umbria/-/nelle-terre-del-perugino-il-divin-pittore" target="_blank"><strong>Pietro Vannucci</strong></a> di accettare il figlio nella sua bottega per perfezionarsi nell’arte della pittura. Come è noto, le <strong>uniche due opere ancora conservate in Umbria</strong> sono il <strong>Gonfalone della Trinità</strong>, nella <strong>Pinacoteca comunale di Città di Castello</strong> e l’<strong>affresco di San Severo</strong> presso l’omonima cappella annessa alla chiesa camaldolese, oggi di proprietà del Comune di Perugia.</p> <p>La parte multimediale della mostra, a cura di <strong>Francesco Federico Mancini</strong>, con la regia della <strong>Fondazione CariPerugia Arte</strong> e il contributo della <strong>Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche</strong> e dell’<strong>Archivio di Stato di Perugia</strong>, consente di ammirare in sequenza tutte le opere umbre del Maestro – se ne contano ad oggi<strong> dodici</strong> – permettendo ai visitatori di esplorarne anche i dettagli, accompagnati da informazioni lette da una voce narrante.</p> <p>In un’altra sala del palazzo, sempre grazie alla magia degli effetti multimediali, partendo da famosi ritratti alcuni attori in costume rinascimentale<strong> porteranno in scena il pittore urbinate</strong> attraverso due dialoghi che coinvolgono anche il <strong>Perugino</strong>, suo maestro. Fiore all’occhiello di questa sezione <strong>tre prestigiose opere del Rinascimento umbro</strong> appartenenti alla collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e realizzate da tre maestri a cui Raffaello si ispira e con i quali si relaziona quando arriva in Umbria: la <em><strong>Madonna col Bambino e due cherubini</strong></em> del <strong>Perugino</strong>, la <em><strong>Madonna con il Bambino e San Giovannino</strong></em> di <strong>Pintoricchio </strong>e il <em><strong>Santo Stefano lapidato</strong></em> di <strong>Luca Signorelli</strong>.<br /> &nbsp;</p><p>L’<strong>altra sezione </strong>della mostra, dal sottotitolo <em><strong>L’Accademia di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento</strong></em>&nbsp;è realizzata dall’<strong><a href="https://www.umbriatourism.it/it/web/umbria/-/musa-museo-accademia-perugia" target="_blank">Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”</a> </strong>di Perugia e curata da <strong>Alessandra Migliorati</strong>, <strong>Stefania Petrillo</strong> e<strong> Saverio Ricci</strong>, con il coordinamento di <strong>Giovanni Manuali</strong>, conservatore dei Beni dell’accademia.</p> <p>Si articola in <strong>quattro parti tematiche e cronologiche </strong>che vogliono mostrare e dimostrare come, per tutto l’Ottocento, Perugia, grazie alla presenza di <strong>Tommaso Minardi</strong>, fu un epicentro insieme a Roma della corrente purista e del ritorno all’arte di ispirazione religiosa.&nbsp;<br /> L’Accademia, infatti, fu un vivaio di talentuosi pittori che rielaborano la lezione degli antichi maestri, Perugino e Raffaello prima di tutti, attualizzandone modelli e stile, interpretando quel gusto neo-rinascimentale, molto apprezzato anche dal collezionismo e dal mercato internazionali dell’epoca.</p> <p>La mostra è corredata da uno speciale catalogo <strong>Happy touch</strong>, realizzato da <strong>Fabrizio Fabbri Editore</strong> con un innovativo sistema di stampa certificato capace di abbattere la carica batterica e alcuni tra i principali agenti microbici e fungini, sviluppato con lo stampatore Graphic Masters in collaborazione con tre laboratori di analisi specializzati.</p> <p><strong>Orari</strong><br /> Dal martedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.30<br /> Sabato e domenica dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30</p> <p><strong>Per informazioni e prenotazioni</strong>:<br /> + 39 075 5734760 – palazzobaldeschi@fondazionecariperugiaarte.it&nbsp;<br /> <a href="https://www.fondazionecariperugiaarte.it/stampa/raffaello-in-umbria-e-la-sua-eredita-in-accademia-2/" target="_blank">www.fondazionecariperugiaarte.it</a>&nbsp;</p> <p>Dal <strong>1 maggio</strong> al <strong>3 ottobre</strong> riapre le porte a <a href="https://www.umbriatourism.it/it/perugia" target="_blank"><strong>Perugia</strong></a> la mostra che rende omaggio al grande maestro del Rinascimento, a 500 anni dalla sua scomparsa.</p> <p>Organizzata dalla<strong> Fondazione CariPerugia Arte</strong> e dall’<strong>Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”,</strong>&nbsp;la mostra <em><strong>Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia</strong></em> allestita nelle sale di <strong>Palazzo Baldeschi al Corso </strong>torna ad essere accessibile al pubblico dal <strong>primo maggio</strong> fino al <strong>3 ottobre 2021</strong> permettendo a quanti non ne hanno avuto ancora l’occasione di visitare un percorso che riunisce in modo armonico, tra <strong>reale </strong>e <strong>virtuale</strong>, magnifici effetti scenici con una ricchissima sezione documentale per rappresentare l’esperienza umbra dell’artista.</p> <p><strong>Il percorso espositivo si sviluppa in due parti</strong>. La <strong>prima </strong>è dedicata al <strong>periodo umbro di Raffaello</strong>, grazie a una importante <strong>sezione multimediale</strong> con straordinarie <strong>videoproiezioni immersive </strong>e all’esposizione di alcune opere dei maestri di Raffaello. L’altra, prettamente espositiva, è dedicata all’<strong>eredità lasciata dall’artista</strong> soprattutto in ambito accademico.</p> <p>Raffaello nel capoluogo umbro ha trascorso più o meno <strong>sei anni della sua vita</strong>, dal 1500 al 1505 circa. <strong>Perugia </strong>e <a href="https://www.umbriatourism.it/it/citta-di-castello" target="_blank"><strong>Città di Castello</strong></a> rappresentano i luoghi dell’Umbria dove ha mosso i primi passi e svolto una parte significativa della sua formazione artistica, iniziata quando il padre Giovanni Santi chiese a <a href="https://www.umbriatourism.it/it/web/umbria/-/nelle-terre-del-perugino-il-divin-pittore" target="_blank"><strong>Pietro Vannucci</strong></a> di accettare il figlio nella sua bottega per perfezionarsi nell’arte della pittura. Come è noto, le <strong>uniche due opere ancora conservate in Umbria</strong> sono il <strong>Gonfalone della Trinità</strong>, nella <strong>Pinacoteca comunale di Città di Castello</strong> e l’<strong>affresco di San Severo</strong> presso l’omonima cappella annessa alla chiesa camaldolese, oggi di proprietà del Comune di Perugia.</p> <p>La parte multimediale della mostra, a cura di <strong>Francesco Federico Mancini</strong>, con la regia della <strong>Fondazione CariPerugia Arte</strong> e il contributo della <strong>Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche</strong> e dell’<strong>Archivio di Stato di Perugia</strong>, consente di ammirare in sequenza tutte le opere umbre del Maestro – se ne contano ad oggi<strong> dodici</strong> – permettendo ai visitatori di esplorarne anche i dettagli, accompagnati da informazioni lette da una voce narrante.</p> <p>In un’altra sala del palazzo, sempre grazie alla magia degli effetti multimediali, partendo da famosi ritratti alcuni attori in costume rinascimentale<strong> porteranno in scena il pittore urbinate</strong> attraverso due dialoghi che coinvolgono anche il <strong>Perugino</strong>, suo maestro. Fiore all’occhiello di questa sezione <strong>tre prestigiose opere del Rinascimento umbro</strong> appartenenti alla collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e realizzate da tre maestri a cui Raffaello si ispira e con i quali si relaziona quando arriva in Umbria: la <em><strong>Madonna col Bambino e due cherubini</strong></em> del <strong>Perugino</strong>, la <em><strong>Madonna con il Bambino e San Giovannino</strong></em> di <strong>Pintoricchio </strong>e il <em><strong>Santo Stefano lapidato</strong></em> di <strong>Luca Signorelli</strong>.<br /> &nbsp;</p><p>L’<strong>altra sezione </strong>della mostra, dal sottotitolo <em><strong>L’Accademia di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento</strong></em>&nbsp;è realizzata dall’<strong><a href="https://www.umbriatourism.it/it/web/umbria/-/musa-museo-accademia-perugia" target="_blank">Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”</a> </strong>di Perugia e curata da <strong>Alessandra Migliorati</strong>, <strong>Stefania Petrillo</strong> e<strong> Saverio Ricci</strong>, con il coordinamento di <strong>Giovanni Manuali</strong>, conservatore dei Beni dell’accademia.</p> <p>Si articola in <strong>quattro parti tematiche e cronologiche </strong>che vogliono mostrare e dimostrare come, per tutto l’Ottocento, Perugia, grazie alla presenza di <strong>Tommaso Minardi</strong>, fu un epicentro insieme a Roma della corrente purista e del ritorno all’arte di ispirazione religiosa.&nbsp;<br /> L’Accademia, infatti, fu un vivaio di talentuosi pittori che rielaborano la lezione degli antichi maestri, Perugino e Raffaello prima di tutti, attualizzandone modelli e stile, interpretando quel gusto neo-rinascimentale, molto apprezzato anche dal collezionismo e dal mercato internazionali dell’epoca.</p> <p>La mostra è corredata da uno speciale catalogo <strong>Happy touch</strong>, realizzato da <strong>Fabrizio Fabbri Editore</strong> con un innovativo sistema di stampa certificato capace di abbattere la carica batterica e alcuni tra i principali agenti microbici e fungini, sviluppato con lo stampatore Graphic Masters in collaborazione con tre laboratori di analisi specializzati.</p> <p><strong>Orari</strong><br /> Dal martedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.30<br /> Sabato e domenica dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30</p> <p><strong>Per informazioni e prenotazioni</strong>:<br /> + 39 075 5734760 – palazzobaldeschi@fondazionecariperugiaarte.it&nbsp;<br /> <a href="https://www.fondazionecariperugiaarte.it/stampa/raffaello-in-umbria-e-la-sua-eredita-in-accademia-2/" target="_blank">www.fondazionecariperugiaarte.it</a>&nbsp;</p>
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Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia
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Dal 1 maggio al 3 ottobre riapre le porte la mostra che rende omaggio al grande maestro del Rinascimento Dal 1 maggio al 3 ottobre riapre le porte la mostra che rende omaggio al grande maestro del Rinascimento Dal 1 maggio al 3 ottobre riapre le porte la mostra che rende omaggio al grande maestro del Rinascimento