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I manifesti di Brenno Tilli I manifesti di Brenno Tilli I manifesti di Brenno Tilli
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<p><strong>Brenno Tilli</strong> (Perugia 5 marzo 1911 – 10 giugno 1990) discendeva da una <strong>famiglia di litografi e tipografi</strong>, iniziata dal nonno Girolamo, che a vent’anni venne a <a href="https://www.umbriatourism.it/it/perugia" target="_blank"><strong>Perugia</strong></a> dalla Toscana e aprì lo S<strong>tabilimento Litografico Tilli</strong> in via Pinturicchio, nel <strong>chiostro di Santa Maria Nuova</strong>, che diventerà famoso per la grande collezione de <strong><em>L’Umbria illustrata</em></strong>, 2882 lastre fotografiche realizzate da <strong>Giuseppe Giugliarelli</strong>, oggi una fonte preziosa di documentazione storica sulla nostra regione.</p> <p>Brenno Tilli lavorò nella bottega di via Pinturicchio con il padre Guglielmo e il fratello Sveno fino a quando non si mise in proprio e aprì la sua litografia in <strong>via Bartolo 56</strong>, ove lavorò per tutta la vita. I locali della litografia si riempirono ben presto delle <strong>preziose pietre </strong>finemente incise da Brenno, che fu anche chiamato all’Accademia di Belle Arti a insegnarne la raffinata tecnica. Pur preferendo la litografia alla tipografia, per ragioni economiche dovette adattarsi anche a fare lavori tipografici.</p> <p>Durante il regime, frequentò l’ambiente degli <strong>artigiani antifascisti perugini</strong>, condividendone le idealità ma mantenendo sempre una sua <strong>indipendenza</strong>; dapprima su posizioni repubblicane, nel dopoguerra si spostò decisamente verso gli ideali anarchici, cui restò poi sempre legato, anche partecipando a convegni e congressi nazionali. Non a caso, la sua bottega divenne, nei primi anni Settanta, il ritrovo del nuovo gruppo anarchico perugino, formato da studenti e giovani della nuova generazione post-sessantottina.</p> <p>In ambito locale partecipava da <strong>spettatore critico</strong> alle vicende politiche e amministrative, non facendo mancare la sua veemenza polemica nelle vivaci discussioni della sinistra perugina; il luogo di ritrovo di tutti era, allora, il <strong>caffè Turreno</strong>.<br /> &nbsp;</p><p>Con <strong>Luigi Catanelli</strong>, altro spirito libertario perugino cresciuto alla scuola di Aldo Capitini, fondò <em><strong>Il Buffone</strong></em>, giornale satirico e graffiante che aveva per sottotitolo del primo numero: <em>Organo del malcontento e della disperazione</em>, e poi <em>giornale politico umoristico</em>, che uscì con cadenza irregolare per nove numeri tra il 5 novembre 1944 e il 30 maggio 1946.</p> <p>La sua vena satirica e corrosiva riaffiorò poi, negli anni <strong>Ottanta</strong>, nei famosi manifesti in copia unica, che Tilli “dipingeva” e poi affiggeva a lato dell’ingresso, di cui la mostra propone una selezione.</p> <p>I manifesti di sono esposti in <strong>via Colomba </strong>(Corso Cavour) e presso <strong>Umbrò</strong>, via S. Ercolano 3, da <strong>giovedì 10 </strong>a<strong> domenica 20 giugno</strong>. <strong>Sabato 12</strong>,<strong> lunedì 14</strong> e <strong>giovedì 17 giugno</strong>, alle ore <strong>18.00</strong>, saranno organizzate delle visite guidate alla mostra con partenza da via Colomba.</p> <p>Le foto dei manifesti, riprodotti a grandezza naturale, sono riprese dal volume <strong><em>Brenno Tilli Signornò</em></strong>, pubblicato poco dopo la morte di Tilli: alcune sono state scattate dal fotografo <strong>Carlo Tirilli</strong>, e quindi sono foto professionali, molte invece erano state scattate dallo stesso Tilli per suo uso personale, privato. Per questo le riproduzioni sono spesso in bianco e nero e spesso un po’ sgranate e scolorite, anche se gli originali erano rigorosamente in grandi caratteri rossi e neri, ben visibili dai passanti.</p> <p><strong>Per informazioni</strong>:<br /> La Società del Bartoccio – societadelbartoccio@gmail.com&nbsp;</p> <p><strong>Brenno Tilli</strong> (Perugia 5 marzo 1911 – 10 giugno 1990) discendeva da una <strong>famiglia di litografi e tipografi</strong>, iniziata dal nonno Girolamo, che a vent’anni venne a <a href="https://www.umbriatourism.it/it/perugia" target="_blank"><strong>Perugia</strong></a> dalla Toscana e aprì lo S<strong>tabilimento Litografico Tilli</strong> in via Pinturicchio, nel <strong>chiostro di Santa Maria Nuova</strong>, che diventerà famoso per la grande collezione de <strong><em>L’Umbria illustrata</em></strong>, 2882 lastre fotografiche realizzate da <strong>Giuseppe Giugliarelli</strong>, oggi una fonte preziosa di documentazione storica sulla nostra regione.</p> <p>Brenno Tilli lavorò nella bottega di via Pinturicchio con il padre Guglielmo e il fratello Sveno fino a quando non si mise in proprio e aprì la sua litografia in <strong>via Bartolo 56</strong>, ove lavorò per tutta la vita. I locali della litografia si riempirono ben presto delle <strong>preziose pietre </strong>finemente incise da Brenno, che fu anche chiamato all’Accademia di Belle Arti a insegnarne la raffinata tecnica. Pur preferendo la litografia alla tipografia, per ragioni economiche dovette adattarsi anche a fare lavori tipografici.</p> <p>Durante il regime, frequentò l’ambiente degli <strong>artigiani antifascisti perugini</strong>, condividendone le idealità ma mantenendo sempre una sua <strong>indipendenza</strong>; dapprima su posizioni repubblicane, nel dopoguerra si spostò decisamente verso gli ideali anarchici, cui restò poi sempre legato, anche partecipando a convegni e congressi nazionali. Non a caso, la sua bottega divenne, nei primi anni Settanta, il ritrovo del nuovo gruppo anarchico perugino, formato da studenti e giovani della nuova generazione post-sessantottina.</p> <p>In ambito locale partecipava da <strong>spettatore critico</strong> alle vicende politiche e amministrative, non facendo mancare la sua veemenza polemica nelle vivaci discussioni della sinistra perugina; il luogo di ritrovo di tutti era, allora, il <strong>caffè Turreno</strong>.<br /> &nbsp;</p><p>Con <strong>Luigi Catanelli</strong>, altro spirito libertario perugino cresciuto alla scuola di Aldo Capitini, fondò <em><strong>Il Buffone</strong></em>, giornale satirico e graffiante che aveva per sottotitolo del primo numero: <em>Organo del malcontento e della disperazione</em>, e poi <em>giornale politico umoristico</em>, che uscì con cadenza irregolare per nove numeri tra il 5 novembre 1944 e il 30 maggio 1946.</p> <p>La sua vena satirica e corrosiva riaffiorò poi, negli anni <strong>Ottanta</strong>, nei famosi manifesti in copia unica, che Tilli “dipingeva” e poi affiggeva a lato dell’ingresso, di cui la mostra propone una selezione.</p> <p>I manifesti di sono esposti in <strong>via Colomba </strong>(Corso Cavour) e presso <strong>Umbrò</strong>, via S. Ercolano 3, da <strong>giovedì 10 </strong>a<strong> domenica 20 giugno</strong>. <strong>Sabato 12</strong>,<strong> lunedì 14</strong> e <strong>giovedì 17 giugno</strong>, alle ore <strong>18.00</strong>, saranno organizzate delle visite guidate alla mostra con partenza da via Colomba.</p> <p>Le foto dei manifesti, riprodotti a grandezza naturale, sono riprese dal volume <strong><em>Brenno Tilli Signornò</em></strong>, pubblicato poco dopo la morte di Tilli: alcune sono state scattate dal fotografo <strong>Carlo Tirilli</strong>, e quindi sono foto professionali, molte invece erano state scattate dallo stesso Tilli per suo uso personale, privato. Per questo le riproduzioni sono spesso in bianco e nero e spesso un po’ sgranate e scolorite, anche se gli originali erano rigorosamente in grandi caratteri rossi e neri, ben visibili dai passanti.</p> <p><strong>Per informazioni</strong>:<br /> La Società del Bartoccio – societadelbartoccio@gmail.com&nbsp;</p>
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Dal 10 al 20 giugno a Perugia la mostra che espone i manifesti del tipografo e litografo libertario Brenno Tilli Dal 10 al 20 giugno a Perugia la mostra che espone i manifesti del tipografo e litografo libertario Brenno Tilli Dal 10 al 20 giugno a Perugia la mostra che espone i manifesti del tipografo e litografo libertario Brenno Tilli