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Spoleto
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<p>Dal <strong>15 giugno al 7 novembre</strong>, grazie alla preziosa collaborazione dei <strong>Musei Vaticani</strong>, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il <strong>trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli</strong>, attualmente custodito nel <strong>Museo Diocesano</strong> di <a href="https://www.umbriatourism.it/it/spoleto" target="_blank"><strong>Spoleto</strong></a>, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.</p> <p>La mostra, dal titolo <em><strong>Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus</strong></em>, è curata da <strong>Adele Breda</strong>, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da <strong>Stefania Nardicchi</strong>, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da <strong>Anna Pizzamano</strong>, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.</p> <p>In occasione del recente restauro dei <strong>due scomparti laterali </strong>conservati all’interno della <strong>Collezione Vaticana</strong>, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una <strong>tavola frammentata</strong>, dove è rappresentata una <strong>Madonna in trono col Bambino tra due angeli</strong>. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come <strong>parte centrale del trittico</strong>. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di <strong>Santa Maria</strong> presso il castello di Abeto di <a href="https://www.umbriatourism.it/it/preci" target="_blank"><strong>Preci</strong></a>, da cui l’appellativo di <em>Maria Santissima di Piè di Castello</em>.</p> <p>La Madonna di Spoleto è stata trasferita al <strong>Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani</strong>, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’<strong>essenza lignea</strong>, i <strong>pigmenti</strong>, le <strong>incisioni </strong>e i <strong>punzoni </strong>ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la <strong>Madonna in trono col Bambino tra due angeli</strong>, oggi custodita nel <strong>Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” </strong>di <strong>Vicchio del Mugello</strong>.</p><p>Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.</p> <p>Due momenti del percorso stilistico del <strong>Maestro della Madonna Straus</strong>, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale <strong>neogiottismo</strong>, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di <strong>Lorenzo Monaco</strong> e di <strong>Gherardo Starnina</strong>, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.</p> <p><strong>Titolo</strong>: <strong><em>Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus</em></strong><br /> <strong>Sede</strong>: <strong>Spoleto, Museo Diocesano</strong><br /> <strong>Periodo</strong>: <strong>15 giugno -7 novembre 2021</strong><br /> <strong>Catalogo</strong>: edito da <strong>Quattroemme</strong>, Perugia<br /> <strong>Orari</strong>: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì<br /> <strong>Biglietti</strong>: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore</p> <p><strong>Informazioni</strong>:&nbsp;<br /> Tel.+39 0577 286300 – duomospoleto@operalaboratori.com</p> <p><a href="https://www.spoletonorcia.it/ricomposto-e-visibile-per-la-prima-volta-il-trittico-del-maestro-della-madonna-straus-15-giugno-7-novembre-2021/" target="_blank"><strong>spoletonorcia.it</strong></a></p> <p>Dal <strong>15 giugno al 7 novembre</strong>, grazie alla preziosa collaborazione dei <strong>Musei Vaticani</strong>, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il <strong>trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli</strong>, attualmente custodito nel <strong>Museo Diocesano</strong> di <a href="https://www.umbriatourism.it/it/spoleto" target="_blank"><strong>Spoleto</strong></a>, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.</p> <p>La mostra, dal titolo <em><strong>Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus</strong></em>, è curata da <strong>Adele Breda</strong>, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da <strong>Stefania Nardicchi</strong>, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da <strong>Anna Pizzamano</strong>, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.</p> <p>In occasione del recente restauro dei <strong>due scomparti laterali </strong>conservati all’interno della <strong>Collezione Vaticana</strong>, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una <strong>tavola frammentata</strong>, dove è rappresentata una <strong>Madonna in trono col Bambino tra due angeli</strong>. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come <strong>parte centrale del trittico</strong>. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di <strong>Santa Maria</strong> presso il castello di Abeto di <a href="https://www.umbriatourism.it/it/preci" target="_blank"><strong>Preci</strong></a>, da cui l’appellativo di <em>Maria Santissima di Piè di Castello</em>.</p> <p>La Madonna di Spoleto è stata trasferita al <strong>Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani</strong>, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’<strong>essenza lignea</strong>, i <strong>pigmenti</strong>, le <strong>incisioni </strong>e i <strong>punzoni </strong>ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la <strong>Madonna in trono col Bambino tra due angeli</strong>, oggi custodita nel <strong>Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” </strong>di <strong>Vicchio del Mugello</strong>.</p><p>Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.</p> <p>Due momenti del percorso stilistico del <strong>Maestro della Madonna Straus</strong>, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale <strong>neogiottismo</strong>, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di <strong>Lorenzo Monaco</strong> e di <strong>Gherardo Starnina</strong>, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.</p> <p><strong>Titolo</strong>: <strong><em>Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus</em></strong><br /> <strong>Sede</strong>: <strong>Spoleto, Museo Diocesano</strong><br /> <strong>Periodo</strong>: <strong>15 giugno -7 novembre 2021</strong><br /> <strong>Catalogo</strong>: edito da <strong>Quattroemme</strong>, Perugia<br /> <strong>Orari</strong>: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì<br /> <strong>Biglietti</strong>: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore</p> <p><strong>Informazioni</strong>:&nbsp;<br /> Tel.+39 0577 286300 – duomospoleto@operalaboratori.com</p> <p><a href="https://www.spoletonorcia.it/ricomposto-e-visibile-per-la-prima-volta-il-trittico-del-maestro-della-madonna-straus-15-giugno-7-novembre-2021/" target="_blank"><strong>spoletonorcia.it</strong></a></p>
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Dal 15 giugno al 7 novembre, ricomposto e visibile per la prima volta nel Museo Diocesano di Spoleto il trittico del maestro della Madonna Straus Dal 15 giugno al 7 novembre, ricomposto e visibile per la prima volta nel Museo Diocesano di Spoleto il trittico del maestro della Madonna Straus Dal 15 giugno al 7 novembre, ricomposto e visibile per la prima volta nel Museo Diocesano di Spoleto il trittico del maestro della Madonna Straus