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Arteterapia a Palazzo. Tra Inclusività, Cultura e Identità Arteterapia a Palazzo. Tra Inclusività, Cultura e Identità Arteterapia a Palazzo. Tra Inclusività, Cultura e Identità
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Acquasparta
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<p>Il <strong>18 Dicembre 2022</strong> è stata inaugurata nell’antico<a href="https://www.umbriatourism.it/it-IT/-/palazzo-cesi"> Palazzo Cesi </a>di <a href="https://www.umbriatourism.it/it/acquasparta">Aquasparta</a>, la mostra <strong><em>Arteterapia a Palazzo. Tra Inclusività, Cultura e Identità</em></strong>, la tappa finale di due progetti nati a settembre dalla collaborazione tra Associazione ACQUA, Cooperativa Sociale Alba e Centro La Cometa.</p> <p>Con la vittoria della prima e della seconda edizione del bando promosso dalla Regione Umbria <em>Musei e Welfare Culturale</em>, i due capofila, rispettivamente associazione ACQUA e cooperativa Alba, in collaborazione con l’<strong>arteterapeuta Sara Pallozzi</strong>, hanno proposto una serie di laboratori in cui i destinatari potessero esplorare i temi dell’identità e dell’appartenenza alla propria comunità.</p> <p>La mostra, che diverrà <strong>permanente</strong>, esporrà i lavori realizzati dagli utenti del centro La Cometa e da un gruppo di donne accomunate dal <strong>desiderio di indagarsi e riconoscersi all’interno di uno spazio sicuro</strong>. Tra queste sono state coinvolte anche <strong>due partecipanti di origini ucraine,</strong> che attualmente risiedono ad Acquasparta, grazie alla collaborazione con Arci Solidarietà Terni.</p><p>Da qui il sottotitolo della mostra,<strong> inclusività</strong>, perché anche i luoghi della cultura possono offrire uno spazio attivo a chi vive una o più forme di marginalizzazione, rendendoli protagonisti diretti della propria rappresentazione e non oggetto di attribuzioni esterne. Cultura che va di pari passo con l’identità che ognuno degli autori delle opere ha ricercato e indagato durante i laboratori.</p> <p>Uno dei temi ricorrenti emerso infatti dagli incontri è stata <strong>l’idea di appartenenza ad una città,</strong> ad una famiglia, simbolica o reale, e l’immagine di Palazzo Cesi come icona di questa identità.</p> <p>Gli aspetti storico-naturalistici sono stati curati da Mirko Pacioni, naturalista.</p> <p><strong>Per maggiori informazioni</strong>:&nbsp;</p> <p><a href="https://www.flowinacquasparta.com/palazzo-cesi/">https://www.flowinacquasparta.com/palazzo-cesi/</a></p> <p><a href="https://www.facebook.com/palazzocesidiacquasparta">Facebook&nbsp;</a></p> <p><a href="https://www.instagram.com/palazzocesidiacquasparta/">Instagram&nbsp;</a></p> <p>&nbsp;</p> <p>Il <strong>18 Dicembre 2022</strong> è stata inaugurata nell’antico<a href="https://www.umbriatourism.it/it-IT/-/palazzo-cesi"> Palazzo Cesi </a>di <a href="https://www.umbriatourism.it/it/acquasparta">Aquasparta</a>, la mostra <strong><em>Arteterapia a Palazzo. Tra Inclusività, Cultura e Identità</em></strong>, la tappa finale di due progetti nati a settembre dalla collaborazione tra Associazione ACQUA, Cooperativa Sociale Alba e Centro La Cometa.</p> <p>Con la vittoria della prima e della seconda edizione del bando promosso dalla Regione Umbria <em>Musei e Welfare Culturale</em>, i due capofila, rispettivamente associazione ACQUA e cooperativa Alba, in collaborazione con l’<strong>arteterapeuta Sara Pallozzi</strong>, hanno proposto una serie di laboratori in cui i destinatari potessero esplorare i temi dell’identità e dell’appartenenza alla propria comunità.</p> <p>La mostra, che diverrà <strong>permanente</strong>, esporrà i lavori realizzati dagli utenti del centro La Cometa e da un gruppo di donne accomunate dal <strong>desiderio di indagarsi e riconoscersi all’interno di uno spazio sicuro</strong>. Tra queste sono state coinvolte anche <strong>due partecipanti di origini ucraine,</strong> che attualmente risiedono ad Acquasparta, grazie alla collaborazione con Arci Solidarietà Terni.</p><p>Da qui il sottotitolo della mostra,<strong> inclusività</strong>, perché anche i luoghi della cultura possono offrire uno spazio attivo a chi vive una o più forme di marginalizzazione, rendendoli protagonisti diretti della propria rappresentazione e non oggetto di attribuzioni esterne. Cultura che va di pari passo con l’identità che ognuno degli autori delle opere ha ricercato e indagato durante i laboratori.</p> <p>Uno dei temi ricorrenti emerso infatti dagli incontri è stata <strong>l’idea di appartenenza ad una città,</strong> ad una famiglia, simbolica o reale, e l’immagine di Palazzo Cesi come icona di questa identità.</p> <p>Gli aspetti storico-naturalistici sono stati curati da Mirko Pacioni, naturalista.</p> <p><strong>Per maggiori informazioni</strong>:&nbsp;</p> <p><a href="https://www.flowinacquasparta.com/palazzo-cesi/">https://www.flowinacquasparta.com/palazzo-cesi/</a></p> <p><a href="https://www.facebook.com/palazzocesidiacquasparta">Facebook&nbsp;</a></p> <p><a href="https://www.instagram.com/palazzocesidiacquasparta/">Instagram&nbsp;</a></p> <p>&nbsp;</p>
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Presso Palazzp Cesi di Acquasparta, una mostra sociale con al centro l'inclusività, perché anche i luoghi della cultura possono offrire uno spazio attivo a chi vive una o più forme di marginalizzazione.  Presso Palazzp Cesi di Acquasparta, una mostra sociale con al centro l'inclusività, perché anche i luoghi della cultura possono offrire uno spazio attivo a chi vive una o più forme di marginalizzazione.  Presso Palazzp Cesi di Acquasparta, una mostra sociale con al centro l'inclusività, perché anche i luoghi della cultura possono offrire uno spazio attivo a chi vive una o più forme di marginalizzazione.